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ATTAC - Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini

Comitato torinese – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 347 9443758 – www.attactorino.org

Comune di Torino : OPEN for business

La Fondazione OPEN aveva il compito di raccogliere soldi per finanziare iniziative politiche e, si dice, acquistare ville, distribuire bancomat e altro.

Sarà la magistratura a stabilire se, così facendo, ha violato la legge sul finanziamento ai partiti. 

Quel che è certo è che la Fondazione è un ente di diritto privato e può fare tutto quello che la legge non vieta.

Anche la Fondazione Beni Comuni voluta da accademici torinesi e dal Movimento 5stelle, potrà fare tutto quello che la legge non vieta. Anzi, di più: potrà finalmente applicare il Piano Regolatore che destina il complesso della Cavallerizza Reale a commercio, albergo, uffici, residenze di alto bordo. Una pacchia per speculatori finanziari e immobiliari. Il tentativo di impedirlo dei volonterosi di Cavallerizza 14.45  è stato abilmente vanificato con il recente embrassons-nous di sindaca+questore+accademici e occupanti dell’ultima ora.

La Fondazione Beni Comuni farà da copertura all’ennesimo episodio di mani sulla città che avrà questo svolgimento: la Città conferisce la proprietà di Cavallerizza alla Fondazione, i soldi li mettono Cassa Depositi e Prestiti, Fondazione e Banca Sanpaolo, CRT e CRC (Equiter), per conto proprio e/o degli speculatori, e hanno già pronto – ma è tuttora segreto - il PUR, Progetto Unitario di Valorizzazione (sic!) del compendio Cavallerizza Reale, in attuazione delle previsioni del  Piano Regolatore.

Avrà le mani in pasta anche un figlio Maestrelli (quello dei 700 milioni alla Fondazione OPEN) nominato dal Governo Renzi nel Cda di CDP Immobiliare, sì proprio quella del protocollo d'intesa con il Comune di Torino per Cavallerizza, MOI, Thyssen, Superga…

Il Consiglio comunale? Lunedì 2 dicembre, approvando il Regolamento Beni Comuni, se ne lava le mani, conferendo i suoi poteri e il patrimonio pubblico a un ente di diritto privato. Un altro passo verso lo svuotamento dell'istituzione democratica più vicina ai cittadini e di dissipazione dei loro risparmi postali.

Torino, 29 novembre 2019