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ATTAC  Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini

Comitato torinese – via Mantova 34 – 10153 Torino – Cell. 347 9443758

  

Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto

è questo l’obiettivo di Appendino?

Subalterna ai grandi interessi finanziari e speculativi, incapace di difendere i risparmiatori torinesi vittime delle banche che non riconoscono interessi sui loro risparmi ma poi li prestano al Comune a interessi che toccano il 5%, anche per Appendino il cappio del debito è diventato l’alibi per ogni privatizzazione dei servizi e dei beni pubblici.

Ora tocca alla Cavallerizza, un complesso di grande valore storico, culturale, urbanistico e immobiliare: 47.000 metri quadrati nel cuore del centro cittadino.

Lasciato andare in malora perché quel che interessa agli speculatori non è l’arte o la storia ma il suolo, anche coperto di macerie, ma prezioso per costruire alberghi e residenze di lusso, attività e locali di alto bordo, e rovinare anche i Giardini Reali con un parcheggio sotterraneo come previsto dal Piano Regolatore.

A maggio 2014 Assemblea Cavallerizza 14:45, un gruppo eterogeneo di cittadine e cittadini, si è opposto a questo disegno, chiamando la città a condividere  gli obiettivi di un’occupazione durata 5 anni, che ha prodotto sensibilizzazione, interesse, partecipazione e la proposta di autogestione, presentata al Comune di Torino nel maggio 2018 per scongiurare la privatizzazione e dare nuova vita e funzioni pubbliche all’intero complesso della Cavallerizza.  Quella proposta è stata stravolta,  sfigurata, tradita nelle segrete stanze del Comune, tra pochi intimi, all’insaputa di quasi tutti  i promotori e dell’intera città.   Gli ultimi occupanti l’hanno accettata in cambio della promessa da potervi far ritorno in futuro … !?!.  e con la benedizione del Prefetto e della Sindaca hanno sgomberato il campo lasciando via libera alla privatizzazione di quel bene pubblico, allo scempio urbanistico e alla speculazione immobiliare, all’insegna della trovata di certi accademici per i quali bisogna “privatizzare per non privatizzare" sic!

Ora il Consiglio comunale compie un altro passo verso la completa privatizzazione di Cavallerizza.  Con l’approvazione di un apposito Regolamento, istituisce la Fondazione Beni Comuni, uno strumento giuridico-economico di diritto privato, al quale conferire il bene pubblico Cavallerizza, e altri beni pubblici che sono di tutti noi, per farli scorrere fuori dal controllo del consiglio comunale verso la  proprietà privata, il mercato, la speculazione che non arricchiscono ma depredano la comunità.

Il presidio del 25 novembre 2019 dalle ore 17 - davanti al Comune

ha lo scopo di rivolgere un estremo appello al Consiglio comunale: respingete la delibera sul Regolamento dei beni comuni che apre le porte alla privatizzazione del patrimonio cittadino, bloccate il percorso delle privatizzazioni, difendete gli interessi veri della nostra comunità, altrimenti, quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto.

Torino, 21 novembre 2019

 

 

 

ATTAC  Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini

Comitato torinese – via Mantova 34 – 10153 Torino – Cell. 347 9443758

 

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Il  Comunicato di Attac Torino del 1° ottobre  scorso,  ha contribuito a rendere pubblico quel che stava bollendo nella pentola della Giunta comunale  all’insaputa dei cittadini torinesi e degli stessi consiglieri comunali di maggioranza. E si è capito che  la questione Cavallerizza è un garbuglio ancora inestricabile.

La Giunta ha tentato di mascherarlo dietro a una delibera pomposamente intitolata “Regolamento per il governo dei beni comuni”  che ha suscitato tali e tante critiche, al punto che il Coordinamento Beni Comuni Torino ne ha chiesto la revoca. I motivi sono sacrosanti e evidenti:

-  la delibera equipara i beni privati ai beni comuni,

-  mette in moto procedure pseudo-partecipative, orientate, selezionate e autorizzate dalla Giunta comunale, con modalità burocratiche macchinose e dispendiose che richiederebbero da sole un assessorato per il loro espletamento (art. 6),

-  conferisce a Fondazioni  di diritto privato la proprietà di beni pubblici (art.17),  evidente scorciatoia per la loro privatizzazione.

 

Non è ancora apparso in tutta la sua gravità il  garbuglio economico e patrimoniale

in cui versa la Cavallerizza con le società

CCT - Cartolarizzazione Città di Torino Srl. e CDP - Cassa Depositi e Prestiti SpA

 

Il complesso  della Cavallerizza è attualmente di proprietà di CTT e di CDP,   ad eccezione della piccola parte del maneggio e dei giardini.  Ma CCT è andata a ramengo, e il Comune la vuole liquidare ma non sa come pagare i debiti.

Allora come ora, Chiamparino, Fassino e Appendino concordi ci propongono la “valorizzazione” e cioè l’ “ estrazione di  valore” da Cavallerizza tramite lo sfruttamento mercantile del bene comune trasformato in merce.

Come per CCT,  a questo mira il  Protocollo d’intesa stipulato pochi mesi fa con il quale Appendino s’impegna con CDP a elaborare “entro il 30/10/2019 il Progetto Unitario di Valorizzazione del compendio denominato “Cavallerizza Reale” al fine di definire l’assetto generale del complesso, le destinazioni d’uso e le modalità d’intervento ammesse” (Art. 4,3).

Con questo Protocollo d’Intesa (e chissà quanti altri)

Cassa Depositi e Prestiti  tradisce le finalità per cui è stata fondata da Cavour:  

utilizzo del risparmio postale come sostegno finanziario agli investimenti degli Enti Locali e all’economia territoriale

 

 I finanziamenti di Cassa Depositi e Prestiti

costituiscono un  “servizio di interesse economico generale”

(Art. 10 D.M.E. 6/10/2004)  e devono essere finalizzati

*   alla riappropriazione sociale dei beni comuni e dei servizi pubblici;

*   alla tutela idrogeologica del territorio, messa in sicurezza del patrimoni pubblico, scuole, ecc.

*   alla riconversione ecologica della produzione per la fuoriuscita dal fossile

*   al diritto all’abitare, a partire dai 960 milioni di euro di Fondi Gescal giacenti nel c/c 2812      

     tuttora inutilizzati

Non col cappello in mano, Sindaca e Consiglio comunale  intero, rappresentanti istituzionali  dei torinesi  che hanno depositato i loro risparmi alle Poste, riportino CDP al suo ruolo originario per restituire Cavallerizza alla Città.

Torino, 30 ottobre 2019

 

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COORDINAMENTO BENI COMUNI TORINO

 Il presidio indetto dal Coordinamento Beni Comuni Torino di sabato 19 ottobre scorso davanti al Comune di Torino, si è trasformato in un'assemblea durante la quale molti interventi hanno espresso radicali critiche alla bozza di nuovo Regolamento dei beni comuni che la Giunta vorrebbe far approvare in questi giorni. È stato chiesto inoltre che la proposta di regolamento venisse ritirata e di aprire un ampio percorso di discussione e confronto su di esso.
(vedi video parziale https://www.facebook.com/cavallerizzairreale/videos/477105666350347/),

Ora l’Assessore Giusta propone un incontro con il Coordinamento, per mercoledì prossimo 30 ottobre.

Il Coordinamento ha richiesto che l'incontro si svolga IN FORMA PUBBLICA, dandone notizia e invitando tutta la Cittadinanza,e con la preventiva pubblicizzazione dei contenuti oggetto della discussione. L’Assessore si è impegnato a darne notizia ufficiale e a inviare “una formulazione avanzata del regolamento approvato in Giunta così come già previsto a seguito degli emendamenti che saranno da me proposti”. 

La Cittadinanza è quindi invitata a partecipare all’

ASSEMBLEA PUBBLICA

MERCOLEDÌ 30 OTTOBRE - ORE 19

SALA BOBBIO, VIA CORTE D'APPELLO 16 - TORINO

 

Il Coordinamento Beni Comuni Torino s’impegna a condividere la documentazione che l’Assessore Giunta farà pervenire.

Visti i tempi stretti di convocazione di questa assemblea, riteniamo sia cosa corretta limitarci all’ascolto delle enunciazioni dell’Assessore, in attesa di convocare un’assemblea cittadina - nei primi giorni di novembre, consentendo così una più ampia partecipazione - per gli opportuni approfondimenti al fine di avviare il percorso di discussione e confronto richiesto.

 

Coordinamento Beni Comuni Torino

Chi l'ha visto? Lettera aperta alla Sindaca Appendino


Chi ha visto il progetto culturale unitario sulla Cavallerizza Reale di Torino? E' inimmaginabile che la Giunta Appendino non ne abbia elaborato uno, proponendolo come base per la stesura del PUR (Progetto Unitario di Riqualificazione), lo strumento urbanistico realizzato dall'Arch. Magnaghi.
La nostra risposta è: nessuno l'ha ancora visto. (Clicca qui per continuare)

 

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LA CAVALLERIZZA DEVE DIVENTARE UN BENE COMUNE

 

Non è questo lo scopo della delibera che il Consiglio di Amministrazione  del Gruppo Città di Torino (ex Giunta comunale) intende far approvare al più preso dall’assemblea dei soci(ex consiglio comunale).

Riesumando una vecchia proposta scaturita anni fa dagli allora occupanti della Cavallerizza, e di una équipe di giuristi dell'Università degli Studi di Torino (v. pag.2),  la delibera spaccia per Beni Comuni soltanto i beni immobili della città, escludendo  aria, acqua, ambiente, clima, conoscenza, salute, per coprire il mercimonio  del  complesso storico-architettonico della Cavallerizza: 47.000 mq nel pieno centro della città in stato di avanzato degrado e occupato in parte, nel corso degli ultimi anni, dai soggetti più vari  (v. art 29 del Regolamento).

Dopo anni di disinteresse e di silenzio, la fretta improvvisa si spiega solo con il recente accordo stipulato dall’Amministrazione torinese  con la Cassa Depositi e Prestiti alla quale  Torino cede grandi complessi immobiliari della città, compresa Cavallerizza, ex MOI, e Superga.

La delibera è la foglia di fico con cui questa maggioranza 5Stelle  attua il progetto della precedente maggioranza PD e tenta di coprire la vergogna dello smantellamento del patrimonio immobiliare pubblico.

Spargendo fumo a piene mani, la delibera si dilunga nella descrizione di procedure e organismi di finta partecipazione, organizzata, decisa e pilotata dal Comune, un coacervo che la rende inattuabile o inutile:

-  inattuabile perché la sua gestione concreta richiederebbe molto personale, strutture e risorse economiche pari a un mini-assessorato. In tempi di chiusura di sportelli dell’Anagrafe per carenza di personale è tutto dire…

-  inutile perché alla fine, qualora un parere espresso dai cittadini fosse davvero raccolto dagli uffici, esso sarebbe solo consultivo e non vincolante… Tanto rumore per nulla!

Ci chiediamo come i dirigenti comunali abbiamo potuto dare parere favorevole a questa delibera (Divisione Patrimonio, Divisione Decentramento, Progetto AXTO beni comuni e periferie), senza disporre delle risorse necessarie per poterla attuare … a meno di dare già per scontato di lavarsene le mani scaricando il tutto sulle Fondazioni,  previste all’art. 17, anticamera della privatizzazione del patrimonio pubblico.

Anticipiamo fin d’ora la richiesta di audizione in Commissione per sottoporre ai “portavoce dei cittadini”  questi e altri quesiti specifici nel merito del nuovo Regolamento per la gestione dei Beni Comuni della Città di Torino.

Perché non riteniamo accettabile che, ancora una volta, i Beni Comuni vengano ridotti a  un luogo comune per dare una patina di dignità culturale, sociale e politica all’operazione di privatizzazione del patrimonio cittadino,  per spargere a piene mani fumo negli occhi della cittadinanza ignara,  che il movimento di base che si sta formando cercherà di dissipare affinché la Cavallerizza diventi davvero un Bene Comune.

 

ogni volta che si usano a sproposito le parole Beni Comuni . . .  muore un panda”

 

Torino, 1 ottobre 2019