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Debito Sovrano e Pandemia, Recovery Fund, Recovery plan,

MES, Politiche Fiscali … Cosa ne sappiamo?


WEBINAR ONLINE su ZOOM > GIOVEDÌ 21 GENNAIO 2021 – H 21.00

Link: https://us02web.zoom.us/j/83984960403?pwd=T2ZtZXBrWXIyZERHVkV4dXdWNWxDZz09

 

DEBITO SOVRANO E PANDEMIA

L'epoca in cui viviamo si distingue per una continua e inesauribile corsa al debito che cresce ovunque. Il debito trasforma la natura in merce preparando lo scontro finale tra capitalismo ed ecologia. Che tipo di debito è quello gestito durante la pandemia. Possiamo parlare di un debito neutrale, illegittimo, da abolire o irredimibile?

Il pensiero di: ANTONIO DE LELLIS

DEBITO E FISCO: LE SOLUZIONI POSSIBILI.

Parliamo sempre di debito e riduzione dello stesso  con la crescita che non c'è e con i tagli alla spesa pubblica ormai impossibili. Esiste un'altra soluzione dal punto di vista delle entrate?

Il pensiero di: ROCCO ARTIFONI

RECOVERY FUND, RECOVERY PLAN (NEXT GENERATION EU) E MES.

Se e perché accettarli, ma soprattutto come gestirli e a quali rischi andiamo incontro?

Il pensiero di: MATTEO BORTOLON

 

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Nella seduta del 14 settembre la maggioranza al governo del Comune di Torino ha respinto una proposta  di  Ordine del Giorno, presentata dal Consigliere Aldo Curatella in merito alla riduzione del peso dei debiti ed eliminazione del rischio dei derivati finanziari.

Quest’iniziativa posta a tutela dell’interesse della città e dei suoi cittadini era tutt’altro che isolata:  in varie città, da Livorno a Savona, contando Napoli e Roma, analoghi o identici Ordini del Giorno e Mozioni sono stati approvati, talvolta all’unanimità. Torino sarebbe stata la terza delle quattro più popolose città italiane ad esprimere una medesima voce sullo strangolamento della finanza locale.

Attac in tutt’Italia stimola e supporta con forza questa campagna per un rinnovamento della finanza locale, per restituire ai Comuni la loro funzione di primo insostituibile livello di democrazia nel nostro Paese.

L’iniziativa del consigliere Curatella, che condividiamo e sosteniamo, è stata affossata dalla maggioranza del nostro Comune, con un silenzio imbarazzato e imbarazzante, senza nemmeno una parola per illustrarne la motivazione.

Non sappiamo se questa silenziosa opposizione derivi da una superficiale e pregiudiziale ostilità a qualunque iniziativa non proveniente dal perimetro trincerato della maggioranza o dalla volontà, in previsione delle elezioni, di mostrarsi ossequienti di fronte ai potentati finanziari.

Entrambe le spiegazioni non rendono onore né alla maggioranza né alla funzione del Consiglio e rinnegano la spinta ideale che cinque anni fa aveva contribuito ad affidare all’attuale maggioranza il governo della Città.

Torino, 15 settembre 2020

 

In attesa della manna UE il Governo applichi la legge esistente

che accolla allo Stato i mutui dei Comuni con Cassa Depositi e Prestiti

 

Nel 2017 la Sindaca Appendino ha concordato con la Corte dei Conti del Piemonte un piano di rientro dall’enorme debito della Città di Torino per la cifra di 80 milioni in 5 anni.

E’ questa una delle condizioni che oggi dà titolo al  Comune di Torino di rientrare tra i beneficiari dell’ art. 39 del DL 162/2019, convertito nella Legge n. 8/2020 che prevede l’accollo allo Stato dei mutui in essere con Cassa Depositi e Prestiti, al fine di ridurne drasticamente i tassi di interesse: “ possono  presentare  al Ministero dell'economia e delle  finanze,  (…)apposita  istanza  affinche'  tali  mutui  vengano ristrutturati dallo stesso Ministero,  con  accollo  da  parte  dello Stato,  al  fine  di  conseguire  una  riduzione  totale  del  valore finanziario delle passività totali a carico delle finanze pubbliche, ai sensi e per gli effetti dell'articolo  1,  commi  71  e  seguenti, della legge 30 dicembre  2004,  n.  311.”  

 Invece di pretendere l’attuazione di questo impegno, la maggioranza  5 Stelle e la destra, nella seduta del 25 maggio hanno accettato le condizioni imposte da CDP “risparmiare subito 35 milioni di euro ma pagarne in seguito 52 milioni in più, con un aggravio finale per il bilancio di 17 milioni e 300 mila euro.

 Si apprende ora da un comunicato di paweb.it: Il web della pubblica amministrazione, del 25 maggio 2020, che Il Fondo anti-debito per i capoluoghi resta un fantasma.

La mancata costituzione del Fondo per il concorso al pagamento del debito dei Comuni capoluogo delle Città Metropolitane costituisce un altro duro colpo per gli equilibri di bilancio degli enti interessati

 … A oggi … il fondo non è stato costituito e il riparto non è stato determinato (come risulta nello stato di previsione del Ministero dell’Interno, consultabile sul sito istituzionale della Ragioneria Generale dello Stato) né la Conferenza Stato-città ed autonomie locali è stata sentita.

Invece di rinegoziare con la Cassa Depositi e Prestiti condizioni  che aggravano il debito, Appendino, la sua Giunta e la sua maggioranza che paventano disastri sociali nel prossimo autunno, si diano da fare per evitarli pretendendo dal LORO Governo l’applicazione delle leggi dello Stato.

Va in questo senso la Mozione proposta dalla consigliera Artesio “Il fantasma dei fondi anti debito per i Comuni” , qui allegata, che chiediamo al Consiglio comunale di Torino di approvare. 

Torino,  29  maggio 2020