Questo sito fa uso di cookie al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti  e semplici da utilizzare.

Per conoscere con maggior dettaglio cosa sono i cookie, quali sono utilizzati nel nostro sito e come disabilitarli premi il bottone "Per saperne di più". Per accettare l'utilizzo dei cookie premi il bottone "OK".

logo attac torino 100x80

ATTAC - Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini

Comitato torinese – This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. - tel. 347 9443758 – www.attactorino.org

 

hand 3667032 640

Il recente dibattito del consiglio comunale di Torino sull’emergenza sanitaria non ha potuto ignorare la gravità della situazione delle RSA del nostro territorio, alla quale gli stessi mezzi d’informazione cosiddetti indipendenti hanno dovuto dedicare spazi sempre meno vaghi e generici.

Fattore scatenante del numero agghiacciante dei morti, dei contagi diffusi, delle angosce dei familiari è stato certamente il Covid-19 ma i suoi effetti così devastanti sono stati favoriti da leggi, regolamenti, procedure amministrative dettate da una concezione mercantile della sanità pubblica, all’opposto del diritto alla salute per tutti che ci doveva garantire il Servizio Sanitario Nazionale.

Così la persona di oltre 65 anni non autosufficiente che la legge istitutiva del SSN affidava alle cure sanitarie, non è più considerata un malato ma solo un inabile da assistere con il minor costo possibile. Di qui la privatizzazione della gestione delle RSA pubbliche e la fioritura  di un'attività di mercato in cui il sempre rinviato adeguamento ai livelli di cura e di assistenza, per persone sempre più segnate dalle malattie e dalla età, ha portato inevitabilmente a tollerare progressive disfunzioni e organici insufficienti legittimando, di fatto, l’“estrazione di valore” dalla sofferenza e dalla malattia.

Il Consiglio comunale di Torino e la Giunta hanno un ruolo e responsabilità istituzionali precise in materia non solo perché

-  le RSA rientrano nelle competenze socio-sanitarie del Comune

-  il Comune partecipa alle valutazioni dell’UVG – Unità di Valutazione Geriatrica

-  il Comune integra le rette delle RSA per i ricoverati con redditi insufficienti, posti sotto la tutela del Sindaco

-  è torinese una quota consistente dei 30.000 malati in lista d’attesa.

Ma anche perché il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la Mozione n. 34 del 2 luglio 2018 che non sembra aver sortito grande effetto vista la drammatica situazione in cui versa oggi gran parte delle RSA. Tanto da indurre la consigliera Scanderebech a proporre l’istituzione di una commissione consiliare d’indagine sulle cause del disastro sanitario e sociale che si è abbattuto sugli anziani ricoverati, e di riflesso sui lavoratori che li dovevano curare ed assistere.

I cittadini hanno fatto il loro dovere: hanno accettato con responsabilità e disciplina le necessarie limitazioni alle loro libertà; hanno diritto di pretendere la totale trasparenza dai loro rappresentanti.

Tutti coloro che hanno agito correttamente dovrebbero essere i primi a chiedere con forza, a pretendere, una commissione d'indagine: è anche un loro diritto.

In un momento in cui l'angoscia individuale si unisce a oggettive limitazioni nell'esercizio di libertà personali e all'unidirezionalità dei media, negare trasparenza nell'amministrazione vorrebbe dire minare ulteriormente il valore della Democrazia nella coscienza dei cittadini.

 Si troveranno i 10 consiglieri comunali necessari per presentare la Mozione per l’istituzione

della Commissione d’Indagine?

Per il dovuto rispetto che portiamo alle istituzioni democratiche vogliamo esserne certi! 

 Torino, 6 maggio 2020

sanita petizione

In questi giorni, in cui i numeri dell'epidemia proiettano la Regione Piemonte alla vetta della non invidiabile graduatoria delle regioni colpite in Italia  (e di conseguenza in Europa) viene proposta da gruppi di cittadini una petizione popolare per chiedere il commissariamento, da parte del Governo nazionale, dell'attuale amministrazione della Regione Piemonte.

Questo è un segnale positivo della volontà della cittadinanza di agire, di partecipare, di prendere in mano razionalmente il proprio destino in un momento in cui tutto, in primis i media main-stream (unici rimasti sulla scena comunicativa),  spingerebbe la popolazione alla passività, all'irrazionalità, a una cupa e rassegnata subordinazione.

Quest'iniziativa è ampiamente giustificata dalla pessima conduzione dell'emergenza da parte della giunta Regionale. L'utilizzo delle RSA per l'inserimento di soggetti positivi al virus con catastrofiche conseguenze ne è solo l'esempio più' lampante.

Il Comitato di Attac Torino aderisce e sostiene l'iniziativa della petizione popolare: https://www.change.org/p/commissariare-la-sanit%C3%A0-piemontese-adesso .

Riteniamo di aggiungere e condividere alcune considerazioni.

imm sanità

Dopo  un primo confronto pubblico Attac Torino ritiene necessario un approfondimento, in concomitanza con l'avvio della cosiddetta “Fase 2”, fase in cui l'unica certezza è quella del nome.

Incertezza particolarmente grave nella nostra Regione dove il rilassamento delle misure di sicurezza (che riteniamo dolorose ma necessarie) coincide con l'aver raggiunto il poco invidiabile primato di essere diventata  la Regione in Italia con la più' elevata crescita dell'infezione.

La pessima gestione della crisi ad opera della nostra amministrazione regionale ha portato gruppi di cittadini a lanciare la proposta di una grande petizione per chiedere al Governo il commissariamento della Regione Piemonte, per i seguenti motivi:

*  I preavvisi e gli avvisi ufficiali non hanno fatto scattare le misure di prevenzione necessarie, tutto si è scaricato sugli ospedali che ne sono stati travolti. La pigrizia intellettuale e l’abitudine aborriscono i messaggi che li disturbano. 

*  La gestione aziendalistica – e non come servizio pubblico - della sanità ha considerato come costi antieconomici  da comprimere al massimo possibile quelli che sono invece fattori indispensabili alla produzione della sicurezza sanitaria collettiva : 

- La drastica riduzione dei medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari  e il numero chiuso alla Facoltà di   Medicina (450 nel 2019 più 70 in lingua inglese)

- La chiusura di ospedali  e di presidi sanitari di base per concentrare saperi e risorse nella Città della  Salute

- Taglio dei posti letto di terapia intensiva, al di sotto della media europea

- Gestione “just in time”   (flux tendu) al posto di un prudente stoccaggio di  scorte di  DPI –

   Dispositivi di Prevenzione Individuali  (mascherine, guanti, grembiuli, camici, calzature per la     

   protezione del  personale) e degli  strumenti necessari : test, tamponi, apparecchi respiratori

-  cancellazione delle mail di segnalazione da parte dei medici di base dei pazienti in quarantena  

   domiciliare

-  Scandalo delle RSA

-  2 USCAS - Unità Sanitarie di Continuità Assistenziale sulle 20 previste

-  Nessuna attivazione dello screening di massa per individuare e curare tempestivamente le persone               

    contagiate e  isolare i focolai  di contagio

Tutto questo  si manifesta  in un contesto in cui  anche un comunicato stampa dell'Ordine dei Farmacisti viene trascurato (un tempo si sarebbe più' correttamente detto censurato) dai media. 

Ma lo scandaloso utilizzo a senso unico dei media, fino alle minacce a chi non si allinea (v. denuncia Report) è solo uno degli elementi di scenario. Altrettanto se non più scandalosa è la mercificazione della ricerca e della conoscenza attraverso i brevetti dei medicinali,  inaudita fonte di trasferimento di  enormi risorse verso realtà monopolistiche.

Commissariare la Regione Piemonte per cambiare rotta e  gestire la Fase 2 della sanità piemontese non più con i criteri mercantili dei costi-benefici, ma ripristinando il Servizio sanitario pubblico a fini di prevenzione e cura, con la riapertura degli ambulatori di quartiere e ospedali di territorio e il concorso della rete delle farmacie per effettuare con urgenza

  • Screening di massa per scoprire i potenziali contagi, filtrare gli ammalati secondo la gravità, individuare e isolare i focolai.
  • dal 4 maggio disponibilità di mascherine efficaci per tutti, a prezzo controllato,
  • chiara indicazione di chi controllerà – e con quali poteri - il rispetto delle regole nei luoghi di lavoro, e per recarsi al lavoro.

Approfondire questi temi - o almeno iniziare a farlo - può essere il modo per dare un senso più ragionato alle giuste reazioni di protesta dei cittadini.