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Ha sollevato interesse nazionale il destino di  Cavallerizza Reale, lo storico compendio militare dei Savoia situato nel  pieno centro di Torino e destinato dal Piano Regolatore cittadino a albergo,  negozi, uffici, residenze sicuramente  non popolari. L’occupazione dal 2014 da parte di cittadini di varie connotazioni culturali e sociali per impedirne la privatizzazione e destinarlo a usi civici, è naufragata in uno sgombero dolce, a fronte di promesse di un futuro ritorno, di cui si fanno gran vanto Sindaca e Prefetto.

Chi si augurava che la revisione in corso del vecchio PRG, oltre a porre rimedio all’eccessiva cementificazione e mercificazione di Torino, tenesse conto anche di tali promesse … lasci ogni speranza.

Lo ha fatto capire chiaramente la Sindaca di Torino, che, dopo la defenestrazione dell’ass. Montanari, ha avocato a sè la delega al PRG, e mercoledì 11 dicembre,  ha presentato pubblicamente  la documentazione per la Revisione del Piano.

Da Nuova Delhi a Barcellona, dall’Argentina alla Germania, migliaia di politici, dirigenti pubblici, lavoratori, sindacati e movimenti sociali rivendicano o creano servizi pubblici per soddisfare i bisogni primari della gente e rispondere alle sfide ambientali.


Sono sempre più numerosi i cittadini e le città che chiudono il capitolo delle privatizzazione per riportare i servizi pubblici essenziali in mano pubblica.
A partire dal 2000 risultano almeno 835 i casi di rimunicipalizzazione di servizi pubblici nel mondo riguardanti più di 1600 Comuni in 45 Paesi. Lo documenta il libro appena uscito

Il ritorno alla gestione pubblica dei servizi di base:
Comuni e cittadini chiudono il capitolo privatizzazione

Ovunque la gente chiede di togliere ai privati i servizi essenziali e di riportarli nell’ambito pubblico
- per porre fine allo sfruttamento privato o alle violazioni dei diritti del lavoro;
- per recuperare il controllo dell’economia e delle risorse locali;
- per fruire di servizi a prezzi abbordabili ;
- per attuare ambiziose strategie climatiche.

La rimunicipalizzazione ha luogo in piccole e grandi città, adottando modelli diversi di proprietà pubblica e con i più disparati livelli di coinvolgimento dei cittadini e dei lavoratori. Ma al di là di queste differenze, il quadro che ne emerge è coerente: dimostra che la privatizzazione fa male e che è possibile avere servizi pubblici efficienti, democratici a tariffe convenienti.

 

Il ritorno alla gestione pubblica dei servizi di base

Clicca sulla copertina per scaricare il libro [.pdf, 2,6 MB]. 

Stefano Rodotà

Siamo vicini alla moglie Carla e ai figli in questo triste momento. Ricordiamo Stefano Rodotà come uomo giusto e generoso e come militante appassionato nelle battaglie politiche e sociali più importanti negli ultimi decenni per far avanzare i diritti universali delle persone.
Lo abbiamo incontrato nella stagione della costruzione del movimento per l'acqua nel nostro Paese e nella battaglia referendaria di 6 anni fa, non solo al nostro fianco per affermare il diritto all'acqua e ai beni comuni, ma come protagonista anche di un'elaborazione teorica innovativa sui beni comuni, senza la quale quella battaglia non avrebbe avuto la qualità e la diffusione che ha realizzato.
Andremo avanti nel nostro impegno e nel nostro lavoro contro le logiche di mercificazione dei beni comuni, con la consapevolezza che il contributo che ad esso ha dato Stefano Rodotà continuerà a vivere.
Roma, 23 Giugno 2017.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA