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Un programma scialbo per il Comune di Torino...

 ...come gli emendamenti dell’opposizione

Scarica gli emendamenti

Chi avesse sperato in un colpo d’ala del nuovo consiglio comunale rispetto al totale silenzio del Programma del Sindaco sui due problemi cruciali della Città: l’entità del debito del Comune e un Piano Regolatore vecchio di 25 anni, rimarrà totalmente deluso dai 24 emendamenti finora presentati dai consiglieri comunali.

Se il Sindaco ha preso finalmente posizione davanti alla Corte dei Conti contro i tassi usurai sui mutui concessi dalla banche, nessuno dei consiglieri comunali ha pensato di sostenerla e rafforzarla. Forse abbagliati dal probabile arrivo di milioni di euro del PNRR, che andranno restituiti aggravando il debito, a nessun consigliere/a è venuto in mente di proporre azioni concrete e possibili per ridurlo, ed evitare che diventi di nuovo il comodo alibi per tagliare e negare i servizi pubblici determinanti per i diritti umani e la qualità della vita dei torinesi:

  • aderire alla Campagna CADTM per l’abolizione dei debiti illegittimi,
  • rivalersi sulle banche che hanno manipolato il tasso Euribor, utilizzando le prove messe a disposizione dalla Commissione Europea,
  • confutare legittimità e sostenibilità dei contratti sui “derivati” che così pesantemente condizionano l'autonomia del Comune, e che la Corte di Cassazione ha più volte condannato.

 

Fa cadere ogni speranza di cambiamento anche l’intervista rilasciata a Repubblica del 2 dicembre 21, dal nuovo assessore all’urbanistica, dove il solito ritornello “via i lacci e lacciuoli del vecchio Piano Regolatore” si accompagna all’ “avanti tutta con la flessibilità” per adeguarsi alle esigenze della rendita fondiaria, del mercato immobiliare e finanziario: non può essere il PRG a decidere se si fa o no un grattacielo, gli fa dire l’intervistatore.

Come se gli alti indici di edificabilità del vecchio PRG su dimensioni del suolo limitate (7 metri cubi/metro quadro) non fossero l’origine e causa della cementificazione, della densità urbana, dell’inquinamento.

Possibile che l’arch. Mazzoleni, ma lo stesso Sindaco e tutti i consiglieri comunali non si pongano il problema del futuro incerto di un’ area enorme come quella di Mirafiori, grande una volta e mezzo il centro storico di Torino, in gran parte abbandonata, dove da 14 anni i 16.000 addetti sono in cassa integrazione a turno?

v.  https://www.editorialedomani.it/politica/elezioni-comunali-torino-mirafiori-candidati-sindaco-d3s84rnb

O non abbiano nulla da dire sulle migliaia di sfratti per morosità incolpevole che incombono sulla città dove perdura una drammatica emergenza abitativa, quando occorrono scelte urbanistiche concrete per un forte rilancio dell’edilizia economica popolare. Tanto più che i soldi ci sono: basta mettere le mani sui 2,5 miliardi di euro di fondi Gescal depositati sul conto corrente n.  28128 della Cassa depositi e Prestiti.

Un solo emendamento accenna blandamente ai problemi ATC. Altri a problemi di ordinaria amministrazione giù giù fino all’emendamento n. 623 del consigliere comunale Catizone che impegna il Comune alla strategica: “Lotta e contrasto alle deiezioni canine attraverso l’utilizzo delle guardie zoofile.” v. https://servizi.comune.torino.it/consiglio/prg/txt/Calendario.html

Un’opposizione del re di Prussia?

Torino, dicembre 2021

Torino non si vende