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Irlanda : la democrazia del forcipe

Attac Francia su SI irlandese al Referendum sul Trattato Costituzionale europeo  http://www.france.attac.org/spip.php?article10364

Il risultato è chiaro: il Sì al Trattato di Lisbona ha ottenuto una larga maggioranza. Ma non cancella la negazione della democrazia praticata con la decisione di far votare un’altra volta i cittadini irlandesi che avevano votato "male" nel giugno del 2008. E questo dopo che in Francia e Olanda i governi avevano deciso di superare il No del referendum popolare con il voto favorevole dei rispettivi parlamenti, per paura che gli elettori rivotassero "No" alla copia conforme del Trattato costituzionale europeo.

Tutto è stato messo in opera per far cambiare idea agli irlandesi. A partire dai mezzi di comunicazione, a colpi di campagne generosamente finanziate dalle grandi imprese come Ryanair e Intel, che hanno sostenuto con cifre enormi la campagna del Sì.

Il Consiglio europeo e il Governo irlandese hanno assunto impegni finalizzati unicamente a far cambiare idea al No della destra nazionalista: nomina di un commissario irlandese, possibilità di continuare con il dumping fiscale in Irlanda, conferma della penalizzazione dell’aborto… Ma niente per il "No" di sinistra che si batte soprattutto contro l’Europa del libero scambio, per armonizzare verso l’alto i diritti sociali e contro la militarizzazione iscritta nel Trattato. Eppure, questo No di sinistra aveva avuto un ruolo di rilievo, molto maggiore di quanto hanno riportato i media.

Il risultato di questo referendum non è un "Sì" alla forma e agli orientamenti espressi oggi dall’Unione europea. E’ un Sì dettato dalla paura e dall’insicurezza provocate dalla gravità della crisi. E farà comodo soltanto ai liberisti a conferma della strada che hanno scelto per l’Unione Europea. La crisi avrebbe dovuto spingere l’UE a un’azione politica di vasto respiro, per mettere sotto controllo la finanza e rimettere in primo piano il sociale e l’ecologia.

Invece l’UE è rimasta invischiata nel fardello dei suoi trattati e della sua ideologia neoliberale.

Per questo noi continueremo a denunciare, al di là dei trattati, le politiche e le direttive che perseguono un così micidiale disegno, continueremo nel nostro impegno unitario a proporre alternative concrete per un’altra Europa solidale, ecologica e democratica

Attac Francia

3 ottobre 2009