TTF

La Tassa sulle Transazioni Finanziarie

Una piccola tassa sulla finanza. Una grande risorsa per i più poveri e il pianeta

Cos'è la TTF 

 

Tassa sulla transazioni finanziarie ... ma non è la Tobin

Comunicato e dichiarazione di Attac France in merito alla riunione

 “Transazioni finanziarie internazionali e sviluppo”

Il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner ha convocato per il 22 ottobre a Parigi, la prima riunione della “Task force sulle transazioni finanziarie internazionali e lo sviluppo”. Vi prenderà parte una dozzina di Paesi pronti a lavorare per la messa a punto di una tassa sulle transazioni finanziarie che contribuisca al finanziamento degli aiuti pubblici allo sviluppo dei paesi poveri.

 

 

 Attac ha sostenuto fin dalla sua nascita l’idea di una fiscalità mondiale con la tassa Tobin. Essa mirava a conseguire due obiettivi indissociabili: lottare contro la finanza speculativa e redistribuire equamente le risorse ricavate, ai 6,5 miliardi di essere umani del pianeta.

 Al contrario di quello che propone Bernard Kouchner, la tassa deve essere basata su un prelievo obbligatorio perché non si capirebbe infatti come una tassa contro la speculazione potrebbe essere efficace se andasse a colpire soltanto gli speculatori volontari!

 E non bisognerebbe nemmeno che questa tassa permetta ai paesi ricchi di defilarsi dagli impegni assunti in passato. Non deve infatti sostituirsi all’aiuto pubblico allo sviluppo che a tutt’oggi non supera un terzo dell’obiettivo dello 0,7% del PIL fissato  come uno degli “Obiettivi del millennio per lo sviluppo”

 La tassa dovrebbe inoltre servire al mantenimento e alla produzione di beni pubblici, o beni comuni quali l’acqua, la salute o l’istruzione. E questo necessita di risorse pubbliche mondiali ben superiori ai 20 o 30 miliardi indicati da Bernard Kouchner, stimati in base a un tasso molto basso. In un rapporto pubblicato  nel marzo 2009, Attac dimostra che tassare l’insieme delle transazioni finanziarie, gli utili consolidati delle multinazionali, e applicando anche le tasse ecologiche, si otterrebbero  i 1500 miliardi necessari, ovvero il 2,5% del prodotto mondiale.

 Facciamo quindi appello al governo francese e alla Task Force internazionale affinché pongano le loro ambizioni e proposte all’altezza delle sfide imposte dalla globalizzazione e stabiliscano un calendario dei lavori comprendente non una ma più tasse, complementari per i loro obiettivi di regolazione e di creazione di risorse nuove, a tassi credibili e realmente redistributive.

21 ottobre 2009