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TTF

La Tassa sulle Transazioni Finanziarie

Una piccola tassa sulla finanza. Una grande risorsa per i più poveri e il pianeta

Cos'è la TTF 

Con un ampia maggioranza di 552 voti favorevoli l’aula di Strasburgo ha approvato poche ore fa la relazione di Anni Podimata sull’impianto della tassa europea sulle transazioni finanziarie (TTF). Il disegno della tassa europea così come proposto dalla Commissione Europea ha un impianto molto più solido rispetto alla misura introdotta in Italia alcuni mesi fa i cui limiti strutturali rendono inefficace la sua funzione di contrasto alla speculazione finanziaria.Il Parlamento Europeo riunito in plenaria ha ancora una volta ribadito – dopo l’esito positivo del voto in Commissione ECON lo scorso 18 giugno - il proprio sostegno al disegno della tassa proposto dalla Commissione Europea agli 11 Paesi europei* coinvolti nei negoziati sull’introduzione di una TTF continentale sotto la procedura di cooperazione rafforzata.

Si vogliono sottoporre alla campagna 0,05 alcune prime impressioni e considerazioni sull’applicazione in Italia della TTF, nel quadro della cooperazione rafforzata.

Queste osservazioni e riflessioni richiedono, prima di essere utilizzate, anche solo come contributo, di essere sottoposte ad un opportuno “referaggio”.

Il passo successivo dovrà essere quello di raccogliere tutte le norme attuative dei singoli stati per procedere ad un’analisi comparata.

L'introduzione della TTF in Italia è avvenuta con la legge finanziaria (c.d. “salva Italia” sic!) nei commi da 491 a 500 dell'articolo 1.

Questa tecnica legislativa di pochi lunghissimi articoli con un incredibile numero di commi non è casuale ma finalizzata a strozzare il dibattito parlamentare, in quanto i regolamenti parlamentari prevedono, come prassi normale la votazione di approvazione per articoli.

Per poter fare alcune considerazioni sulla legislazione, occorre prima premettere alcune osservazioni:

Il calcolo dell'imposta avviene sul saldo giornaliero dell'operazione sul “medesimo titolo”. In questo modo la tassazione colpisce lo specifico arricchimento da parte dell'operatore e non la ricorrenza delle transazioni.

Questa tassazione, prevista dal comma 491 applica il principio di emissione, introdotto come principio integrativo dagli emendamenti del Parlamento Europeo, e non quello della residenza dell'operatore.

Infatti sono soggetti a tassazione le transazioni di azioni e titoli partecipativi emessi da soc. italiane quotate, precisamente con capitale superiore a 500 milioni.

Sono esentati i titoli obbligazionari (salvo che in occasione di cvoncambio con azioni), titoli di stato, i titoli legati a commodity, le valute (c. 491).

Altre esenzioni sono soggettive: fondi pensioni (in base al diritto UE), risparmio gestito e finanza etica (c. 494).

Articolo del Manifesto 28 Novembre 2012

Dopo l’accettazione della proposta franco-tedesca di cooperazione rafforzata per l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), con l'Italia tra gli ultimi paesi ad aver aderito, la corazzata delle lobby finanziarie italiane ha attraccato al tempio della politica per affossare la tassa: banche, trader, fondi di gestione, sim, sicav, assicurativi, e tutte le loro associazioni di categoria.