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Orbite ellittiche

Programma degli incontri di UniversAttac di Luglio - Ottobre 2013

Pochi sanno che la “rivoluzione copernicana” trovò un grosso ostacolo nel suo postulare orbite circolari dei pianeti (e non ellittiche come dimostro Keplero). La vera rivoluzione fu nell’abbandonare l’idea dell’orbita circolare, esempio della perfezione del Creato.

“la Ragione si ritrae inorridita d’innanzi all’idea di un orbita che non sia circolare”

Tycho Brahe (astronomo, 1546 -1601)

La principale difficoltà nell’affrontare la crisi odierna consiste nell’incapacità di abbandonare dogmi profondamente interiorizzati, come ebbe già modo, di fronte ad un'altra crisi, di affermare Franklin Delano Roosevelt nel 1933 in occasione del suo discorso di insediamento Presidenziale.

Universattac, continua a presentare occasioni di riflessione con pensatori che non temono di pensare che le orbite non siano necessariamente circolari. Una flebile voce contro il dogmatismo imperante.

Dopo la conferenza del prof. Gallino ci saranno, nei mesi di Luglio, Settembre e Ottobre, altri appuntamenti.

Con il Prof. Roberto Burlando (Università di Torino) si affronteranno i temi dei Beni Comuni e della riconversione ecologica come poli di un rinnovamento del pensiero economico.

Con Maurizio Pagliassotti, autore del libro “Chi comanda Torino” parleremo dello stato della “democrazia reale” nella nostra città, analizzando meccanismi decisionali in rapporto a interessi economici e preconcetti ideologici.

Marco Bersani ci presenterà il suo ultimo libro “Catastroika” : chi trae vantaggio e chi soffre per le disastrose scelte di privatizzazione, prospettate come via d’uscita dalla crisi; in realtà una via alla “crisi permanente”.

Ad Alessandro Calvi chiederemo di presentare il suo libro “Hanno ammazzato Montesquieu”: ci si scandalizza, forse giustamente, per le intemperanze verbali nei confronti del Parlamento; ma regna la più totale indifferenza di fronte alla sua esautorazione e la sua trasformazione in una obbediente Dieta di registrazione delle decisioni dell’esecutivo. Anche la divisione dei poteri è da sacrificarsi in nome della “modernità neoliberale”?

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