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Stravinto il referendum di Salonicco contro la privatizzazione dell'acqua

 

martedì 3 giugno ore 21

Georgios Melissourgos dei Water Warriors di Salonicco,

al Caffè Basaglia - via Mantova 34 – Torino

 

Il racconto dalla viva voce di un protagonista

dell’esaltante esperienza in difesa dell’acqua di Salonicco

e del dibattito in corso per raggiungere l’obiettivo

 

Comitati di cittadini e il sindacato dei lavoratori hanno convocato un referendum autorganizzato. in concomitanza con le elezioni amministrative del 18 maggio: una scommessa enorme, garantire una o più urne in ognuna delle 200 scuole attraverso la mobilitazione di almeno 1500 volontari.

Il Ministero dell’Interno prima, e il prefetto poi, vietano il referendum autorganizzato, proibiscono l’installazione delle urne e minacciano arresti di 3, 4 mesi.

18 maggio, ore 7 della mattina.

I volontari ci sono, i seggi sono tutti coperti. In alcune scuole qualche discussione con la polizia ritarda l’inizio del voto, ma nessun episodio significativo.

Verso le 8 tutte le urne sono attive davanti ad ogni scuola dove si vota. Il sole è forte i volontari si attrezzano con cappelli e ombrelloni. Molti cittadini vengono ad aiutare in maniera inaspettata, e verso le 11 la gente è in coda per votare. Sembra che la mossa del governo abbia prodotto un effetto boomerang, già verso metà giornata è chiaro che il referendum sarà un successo.

Alle 19 corsa al municipio, punto di raccolta di tutte le urne, la coda per consegnare i sacchi stracolmi dura un paio d’ore. Intanto si inizia lo spoglio che andrà avanti fino alle 4.30 :

 

218 mila voti, di cui 213 mila contro la privatizzazione dell’acqua.

 

Anche nella Grecia oppressa dalla Troika e dall’austerità,

si scrive acqua e si legge democrazia

 

 

 

martedì 3 giugno ore 21

Georgios Melissourgos dei Water Warriors di Salonicco,

al Caffè Basaglia - via Mantova 34 – Torino

 

Il racconto dalla viva voce di un protagonista

dell’esaltante esperienza in difesa dell’acqua di Salonicco

e del dibattito in corso per raggiungere l’obiettivo

 

Comitati di cittadini e il sindacato dei lavoratori hanno convocato un referendum autorganizzato. in concomitanza con le elezioni amministrative del 18 maggio: una scommessa enorme, garantire una o più urne in ognuna delle 200 scuole attraverso la mobilitazione di almeno 1500 volontari.

Il Ministero dell’Interno prima, e il prefetto poi, vietano il referendum autorganizzato, proibiscono l’installazione delle urne e minacciano arresti di 3, 4 mesi.

18 maggio, ore 7 della mattina.

I volontari ci sono, i seggi sono tutti coperti. In alcune scuole qualche discussione con la polizia ritarda l’inizio del voto, ma nessun episodio significativo.

Verso le 8 tutte le urne sono attive davanti ad ogni scuola dove si vota. Il sole è forte i volontari si attrezzano con cappelli e ombrelloni. Molti cittadini vengono ad aiutare in maniera inaspettata, e verso le 11 la gente è in coda per votare. Sembra che la mossa del governo abbia prodotto un effetto boomerang, già verso metà giornata è chiaro che il referendum sarà un successo.

Alle 19 corsa al municipio, punto di raccolta di tutte le urne, la coda per consegnare i sacchi stracolmi dura un paio d’ore. Intanto si inizia lo spoglio che andrà avanti fino alle 4.30 :

 

218 mila voti, di cui 213 mila contro la privatizzazione dell’acqua.

 

Anche nella Grecia oppressa dalla Troika e dall’austerità,

s

i scrive acqua e si legge democrazia