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MANOVRA ECONOMICA CONTRO LA DEMOCRAZIA

 
 

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Forse non si aspettavano lo schiaffo referendario, forse confidavano nella disaffezione al voto che, ancora una volta, avrebbe impedito di disturbare il manovratore. Ma così non è andata e 27 milioni di donne e uomini hanno votato per la ripubblicizzazione dell’acqua e la difesa dei beni comuni. Affermando il diritto a decidere su ciò che a tutti appartiene.

PRIVATIZZAZIONI : IL POPOLO HA RITIRATO LE DELEGHE

Con l’alibi della crisi finanziaria e sotto l’egida della Banca Centrale Europea, il Governo Berlusconi ha deciso una manovra da macelleria sociale basata sulle stesse politiche liberiste che hanno prodotto la crisi. In particolare, ha deciso di considerare la vittoria referendaria dello scorso giugno come un banale incidente di percorso che, se impedisce (per il momento) ai poteri forti di allungare le mani sull’acqua, senz’altro permette la riproposizione dell’obbligo di privatizzazione per tutti i servizi pubblici locali “a rilevanza economica”.

L’assemblea preparatoria del Forum alternativo mondiale dell’Acqua (FAME), riunita a Montreuil il 9 e 10 luglio, si rallegra del successo storico per l’acqua e per la democrazia ottenuto dal popolo italiano con il referendum. Si felicita anche per il fatto che il diritto all’acqua sia stato inserito nella nuova costituzione marocchina benchè essa rimanga al di sotto delle aspettative del movimento per il cambiamento innescato in Marocco dalla primavera araba.