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Sulla finanziarizzazione dell'economia

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L’annuncio (anche troppo tardivo) di Papandreu dell’organizzazione di un referendum sul piano europeo di “aiuti” alla Grecia è un primo passo della democrazia nei confronti dei piani di austerità che si abbattono ovunque in Europa.

Dipenderà dalla formulazione del quesito e dalle condizioni del dibattito perché il referendum non si traduca in una manipolazione politica.
Ma è anche l’occasione per un vero dibattito di civiltà, che faccia da risonanza alle rivendicazioni del popolo per una maggiore democrazia3 come è avvenuto in Islanda con il rifiuto del vasto piano di austerità sociale previsto.

Era prevedibile ed è successo. La crisi immobiliare dell’estate 2007 negli Stati Uniti è degenerata in crisi bancaria e finanziaria, di cui il crollo delle borse in questi giorni è l’ultimo sintomo. Ma è una crisi che in realtà viene da molto più lontano.

È il prodotto della finanziarizzazione dell’economia capitalista mondiale, condotta a tamburo battente dalle politiche neoliberiste. I padroni del mondo che si riuniscono attualmente nel conclave neoliberista di Davos possono andarne orgogliosi.