Questo sito fa uso di cookie al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti  e semplici da utilizzare.

Per conoscere con maggior dettaglio cosa sono i cookie, quali sono utilizzati nel nostro sito e come disabilitarli premi il bottone "Per saperne di più". Per accettare l'utilizzo dei cookie premi il bottone "OK".

hands 216981 1280

 

 

Tra le reazioni al nostro Comunicato  per l’Istituzione di una Commissione d’Indagine comunale sulle RSA, abbiamo ricevuto anche questa di Fabio Versaci, ex presidente del Consiglio comunale e attuale presidente della IV Commissione “Politiche sociali” del Comune di Torino:

Buongiorno, fare una commissione d'indagine nel consiglio comunale di Torino purtroppo ha poco senso perché il nostro regolamento all'articolo 73 dice:"Il consiglio comunale, nell'esercizio delle sue funzioni di controllo politico-amministrativi, può decidere lo svolgimento di indagini consiliari finalizzate all'accertamento di fatti e comportamenti, all'acquisizione di atti e provvedimenti degli organi del comune, dei responsabili degli uffici e servizi, dei rappresentanti del comune in altri enti."  
La commissione non avrebbe alcun potere sui fatti accaduti nelle RSA, sarebbe opportuno che questa commissione sia istituita nel consiglio regionale del Piemonte

 Centinaia di morti in straziante solitudine, centinaia di familiari angosciati e privati anche dell'estremo saluto,  non scalfiscono l'algida indifferenza del presidente della IV Commissione del  consiglio comunale di Torino. Gli è stato chiesto pubblicamente di indagare su come abbia potuto succedere, se non vi siano - come appare sempre più evidente - responsabilità  politiche  e amministrative gravi nella gestione delle RSA. Ha risposto burocraticamente che il Comune di Torino non c'entra e di rivolgerci a un altro sportello.

Ma non è così: il presidente della IV Commissione Politiche Sociali non può non sapere che 

-          Le residenze sanitarie assistenziali per ultra sessantacinquenni non autosufficienti rispondono ai bisogni sanitari e assistenziali e pertanto rientrano nella competenza
           sociosanitaria condivisa  dai Comuni e dai Consorzi socio assistenziali, nell'ambito della programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale.

-          Il PAI ovvero il progetto individuale di cura e di assistenza è definito dalla valutazione multidimensionale della UVG, Unità di Valutazione Geriatrica a cui partecipano le
           professioni dei servizi sociali del Comune.

-          Le tariffe di residenzialità sono integrate in tutto o in parte  dal Comune se la persona ricoverata ha un reddito insufficiente.

-          I malati privi di rete familiare sono posti  sotto tutela del Sindaco o suo delegato, quindi il Comune concorre alla programmazione dei servizi e all'utilizzo degli stessi.

 Il grassetto è nostro per favorire anche a lui la comprensione dei concetti esposti.

 Non basta.

Ricordiamo all’ex Presidente del Consiglio comunale di Torino, che su di lui incombeva l’onere di verificare l’ attuazione della Mozione n. 34 approvata all’unanimità nella seduta del 2 luglio 2018 con la quale il Consiglio comunale impegnava la Sindaca Appendino e la sua Giunta ad assumere 4 specifiche iniziative verso la Regione Piemonte che, se attuate, avrebbero sicuramente ridotto se non addirittura scongiurato i contagi e le morti causate dal virus nelle RSA.

 Presidente Versaci, perché ritiene che il dramma delle RSA non sia di competenza del Comune? Ignoranza delle regole? Sarebbe incompatibile con la sua funzione di presidente.
Onestà, trasparenza non sono più le bandiere del Movimento 5Stelle? Scaricabarile? Timore di toccare interessi forti che prosperano sulla privatizzazione delle RSA? Ma anche ragionando brutalmente in soldoni: i familiari dei morti nelle RSA stanno preparando il conto. Non le converrebbe stare dalla loro parte?