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La giustizia non è tale quando diventa strumento di repressione. L'arresto di Nicoletta Dosio è un atto fuori misura, il gesto scomposto di un potere che non sa accettare il dissenso.
A Nicoletta e a tutti gli attivisti/e che ovunque subiscono misure sproporzionate ricordiamo con un abbraccio le parole di Gandhi: prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci.

Aderiamo all’iniziativa di questa sera 31 dicembre 2019, poco prima di mezzanotte, davanti al carcere delle Vallette, per brindare – vicino a Nicoletta – alla sua coerenza e alla lotta per difendere il futuro di tutti/e noi.

Torino, 31 dicembre 2019

Attac Torino

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Evento facebook qui

E se usassimo il denaro pubblico per costruire le soluzioni di sistema necessarie a ciascuno per stare meglio?
E se i nostri sistemi monetari, fiscali e finanziari potessero essere radicalmente trasformati?
E se potessimo ridurre il potere della finanza con più democrazia?

Dopo la crisi finanziaria globale del 2008, il salvataggio delle grandi banche ha comportato il taglio della spesa pubblica.
E si sono così giustificati i provvedimenti sempre più aspri di austerità, rafforzando il mito duro a morire che il settore pubblico deve affidarsi alla finanza privata per porre rimedio alle eccessive disuguaglianze e alla devastazione ecologica.

Oggi, la finanza privata non ha solo fallito nel far fronte a questi problemi, ma li ha aggravati. Il pubblico non deve contare sul settore privato.
I fondi pubblici sono molto più grandi di quanto pensiamo: equivalgono al 93% del PIL globale. Le banche pubbliche hanno risorse sufficienti per raccogliere i molti trilioni necessari agli investimenti nei servizi pubblici e nelle infrastrutture climatiche, senza dover far ricorso ai finanziatori privati.

Questo libro presenta prospettive di economie rigenerative e redistributive, costruite dal potere collettivo: dalla prospera economia cooperativa in Kerala, India, alle centinaia di Casse di risparmio locali in Germania, al Banco Popular in Costa Rica e le migliaia di fondi popolari di credito nel Vietnam.
Prende in esame modelli che potrebbero diventare la nuova normalità – alla base di un futuro strutturato democraticamente e vitale.

Gli esempi dal mondo reale di questo libro dimostrano che una politica economica che piega il potere dell’alta finanza e serve al popolo e al pianeta è possibile.
Le idee qui condivise sono tempestive e urgenti – un appello a essere pronti prima che scoppi la prossima bolla finanziaria.

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di Marco Bersani (*)

Nell’epoca del capitalismo finanziarizzato anche i terremoti non sono tutti uguali. Esistono quelli classici, conosciuti da tutti per esperienza personale diretta o indiretta, e che originano da punti profondi della crosta terrestre, generando scosse devastanti: provocano morti, distruzioni, fratture di continuità sociale, angosce e solitudini. Sono conosciuti e studiati da secoli, anche se ogni volta che ne accade uno, la capacità di prevenzione e di intervento nel nostro Paese sembra tornare all'anno zero.

UN BILANCIO “SENZA VINCOLI”

Comitati, associazioni, sindacati di base, realtà sociali si incontrano per un bilancio partecipato e trasparente della politica cittadina degli ultimi mesi, e per rilanciare la mobilitazione sul territorio.

Nel suo primo periodo di attività la nuova amministrazione comunale di Torino, chiamando in causa il vincolo del bilancio, ha operato alcune scelte in continuità con la precedente giunta Fassino, ad esempio: via libera al progetto relativo all’area ex-Westinghouse, a nuovi supermercati in varie aree cittadine con utilizzo dei relativi oneri di urbanizzazione per sanare i conti (proprio mentre in sede nazionale si approvava una norma che lo vieta), prosieguo del progetto di privatizzazione del Parco Michelotti e altro. Queste decisioni sono state prese senza un doveroso e opportuno coinvolgimento dei cittadini. Ad altri temi posti in primo piano durante la campagna elettorale, come quello del reddito e del diritto alla casa, non è stata data finora adeguata risposta.

Pertanto esponenti di diversi comitati, associazioni ambientaliste, sindacati di base impegnati sul territorio si sono incontrati per confrontarsi sulle iniziative da intraprendere, e nella discussione è emersa la convinzione diffusa che, al di là delle buone intenzioni e delle promesse elettorali, la nuova amministrazione in diversi casi subisca come le precedenti l’influenza delle potenti lobby economiche della città.

Si è convenuto che una strada fondamentale per intervenire su questa tendenza sia rimettere i cittadini al centro dei processi decisionali, facendo sentire all’amministrazione comunale l’importanza della trasparenza e della partecipazione (aspetti fondamentali nel programma della neo-Sindaca): così è stato ad esempio in occasione della discussione sul futuro della Cavallerizza, che ha visto la partecipazione alla pari di comitati di cittadini, consiglieri e funzionari del comune e una delegazione di comitati popolari napoletani.

In una fase in cui a livello nazionale vi è una situazione di incertezza che offre grandi opportunità, e lo stesso Movimento 5 stelle sembra puntare sull’amministrazione torinese come modello da esibire nella prossima campagna elettorale, a maggior ragione è importante denunciare le situazioni in cui questa amministrazione ha dato risposte inadeguate, e rilanciare il protagonismo dei cittadini come fattore fondamentale a qualunque livello di gestione della cosa pubblica.

E’ stato individuato il nodo del bilancio e del debito come principale canale di espressione della perdurante influenza del “Sistema Torino” sulla città, e tale nodo per primo deve essere affrontato e risolto. Ciò non deve distogliere da ciascuna singola vertenza che comitati e associazioni portano avanti nel quotidiano sui vari territori, ed è importante che nei prossimi tempi ogni gruppo solleciti l’amministrazione comunale per ciò che lo riguarda nello specifico.

Su questi temi è si invita tutti/e all’assemblea pubblica in programma

sabato 21 gennaio 2017 ore 15

sala di v.Moretta 57/a – Torino

Sono invitati/e a partecipare: la Sindaca di Torino, il Vicesindaco, gli/le assessori/e, i consiglieri e le consigliere comunali e circoscrizionali.

Per adesioni all’assemblea e/o comunicazioni (collettive o individuali):

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