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Interpellanza del Cittadino su Euribor e Debito

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19 Novembre 2022

 

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LoghiInterpellanza

INTERPELLANZA DEL CITTADINO

OGGETTO: Bilancio di previsione 2023 del Comune di Torino: Il Comune non può iscrivere a debito gli oneri di finanza derivata perché il tasso Euribor nel periodo 29/09/2005 – 30/05/2009 era illegittimo e i contratti “derivati” sono nulli.

Il sottoscritto …. nato a ….     il  …. iscritto/a nelle liste elettorali del Comune di Torino   codice fiscale: ….recapito telefonico: …. e-mail: ….

dichiara

di non ricoprire cariche elettive né cariche in organi esecutivi di livello nazionale, regionale e locale

di non aver presentato altre interpellanze nel corrente anno        

 

PREMESSO CHE

Il 4 dicembre 2013 la Commissione Europea aveva multato le maggiori banche europee di 1,46 miliardi di euro[1] per aver manipolato il parametro Euribor su cui erano basati i contratti derivati e i mutui a tasso variabile stipulati nel periodo 29/09/2005 – 30/05/2009. 

Il 7 dicembre 2016 ha messo a disposizione la relativa documentazione per adire le vie legali e recuperare milioni di euro estorti[2], da parte di: Chiunque, persona o impresa, danneggiato da pratiche anticoncorrenziali come quelle descritte nel presente caso, può rivolgersi ai Tribunali degli Stati Membri per chiedere il risarcimento dei danni e interessi. La giurisprudenza della Corte e il Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, confermano che, nelle questioni sottoposte al sistema giudiziario nazionale, una decisione della Commissione costituisce prova vincolante dell’esistenza e del carattere illecito delle pratiche in questione.  Anche se la Commissione ha comminato sanzioni alle imprese coinvolte, i danni e interessi possono essere riconosciuti senza che il loro ammontare venga ridotto per effetto delle multe inflitte dalla Commissione.

 

Nel 2020 la Corte di Cassazione italiana ha dichiarato nulli i contratti sui derivati del Comune di Cattolica, che dovevano essere approvati dal Consiglio comunale e non solo dalla Giunta[3].

Quella sentenza è stata ora confermata dall’Alta Corte di Giustizia di Londra che con la pronuncia del 14 ottobre 2022 ha dichiarato nulli i contratti sui derivati stipulati dal Comune di Venezia con Banca Sanpaolo, Crediop e Dexia, condannandole a restituire anche gli importi versati relativi agli anni passati[4].

Ricordato che

la questione dei contratti derivati del Comune di Torino è stata ripetutamente discussa dal Consiglio comunale senza approdare ad alcun atto concreto, se non una futura relazione di esperti indipendenti – proposta dall’allora Assessore Rolando nella seduta del 6 luglio 2020 in risposta ad un’Interpellanza dell’allora consigliera Artesio[5] -   “ che potrà essere utilizzata come base per eventuali affidamenti di incarichi legali o per l’avvio di trattative sui casi approcciabili e verrà messa a disposizione con le necessarie misure di riservatezza che la materia richiede” [6] .

Lo stesso Assessore ammetteva in quella circostanza che i contratti derivati erano stati approvati dalla Giunta MA NON dal Consiglio comunale di Torino

Evidenziato che

Anche il Tribunale Commerciale dell’Alta Corte di Giustizia di Londra ribadisce la nullità di ogni contratto derivato stipulato in Italia che non sia stato singolarmente approvato dal voto del Consiglio Comunale, e non solo dalla Giunta, prospettando anche il rimborso delle somme versate

La Nota Integrativa al bilancio 2022 del Comune di Torino offre informazioni sui contratti derivati approvati dalla Giunta e NON dal Consiglio comunale, e ammette che essi pesano per quasi 16 milioni di euro all’anno sul bilancio della Città e costerebbero quasi 100 milioni di penale in caso di estinzione anticipata[7], ma non precisa se essi comprendono anche quelli eventualmente stipulati sui mutui.

ai sensi dell'art. 11 bis del Regolamento Comunale, n. 297

INTERPELLA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. Se la Nota Integrativa suddetta comprende tutti gli strumenti finanziari derivati sottoscritti dal Comune di Torino,
  2. Se la Commissione Indipendente di valutazione, prospettata dall’ex Assessore al Bilancio, sia mai stata istituita ed abbia prodotto risultati,
  3. Se e come l’attuale maggioranza intenda agire per recuperare dalle banche i tassi EURIBOR giudicati illegittimi dalla Commissione Europea e gli oneri di finanza derivata giudicati nulli dalla Corte di Cassazione e dall’Alta Corte di Londra.

Torino, 16 novembre 2022   

                                                                                

FIRMA

Autenticata dall’Ufficio ricevente il 16 novembre 2022

 

[1] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_13_1208

[2] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_16_4304

[3] v. Sentenza Corte di Cassazione n. 8770 Anno 2020

[4] https://www.bailii.org/ew/cases/EWHC/Comm/2022/2586.html

[5] https://servizi.comune.torino.it/consiglio/prg/intranet/display_testi.php?doc=T-I202001144

[6] https://servizi.comune.torino.it/consiglio/prg/web/verbali/interventi.php?cod=14692,3,0,1181,i

[7] http://www.comune.torino.it/bilancio/pdf/2022/DEL_198_2022%20-%20Allegato%20N%C2%B0%202%20-%20DEL-198-2022-All_2-DEL-198-2022-All_2-DEL-198-2022-All_2-NOTA_INTEGRATIVA_EMENDATA.pdf , pagg. 28-29

Emergenza VIRUS: il sonno della Regione

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17 Ottobre 2020

 

A fine Gennaio 2020 il Governo aveva avvertito le Regioni del pericolo di una imminente epidemia. A Torino il dispaccio deve essere finito in un cassetto o addirittura nel cestino perché non ne tiene conto alcuno la Giunta Regionale nel Documento di Economia e Finanza DEFR 2020-2022,  approvato dal Consiglio Regionale il 24 marzo 2020.

Infatti il Capitolo 3.2. Benessere Sanitario (pagg. 75-80) conferma la vecchia politica sanitaria del PD: qualche assunzione se la legge lo consente, ristrutturazione degli edifici esistenti e progettazione di  nuovi  ospedali per  l’“umanizzazione degli spazi”, nessun accenno alla trasformazione delle RSA in Strutture Sanitarie e non solo Assistenziali, né alla revoca della terribile Delibera Monferino  che applica il “Minutaggio” = tot minuti per ogni prestazione ai lungodegenti delle RSA (v. Interventi per gli Anziani, pagg. 92 – 94).

Nello stesso mese di marzo  scoppia la pandemia e emerge la drammatica assenza  di una rete sanitaria di territorio in grado di individuare, isolare i focolai di contagio e filtrare gli accessi ai pronti soccorso degli ospedali, con le conseguenze che abbiamo visto. La tragedia delle RSA, la scomparsa delle centinaia di mail  dei medici di base che segnalavano i contagi all’Unità di crisi della Regione, la totale mancanza di dispositivi di protezione individuale negli ospedali… fino al vergognoso spreco di risorse alle OGR .

Il 12 marzo l’Ordine dei medici chiede di allestire subito “un’ampia area modulare di Terapia Intensiva e subintensiva a Torino”.  La Regione ci pensa un mese e a inizio Aprile esclude l’utilizzo dei 4 ospedali vuoti e disponibili, e decide per le OGR, messe a disposizione dalla Fondazione CRT e finanziate dalla consorella Fondazione Sanpaolo. Osanna dei media!

12  stanze, 56  posti letto di degenza, 30  di terapia subintensiva

 e 4 di terapia intensiva.

3 milioni di  euro per 167 pazienti Covid,

costati 18.000 euro ciascuno, esclusi i costi sanitari.

 

A luglio: tutti via verso l’Ospedale Oftalmico, scartato 4 mesi prima.

Il 7 Ottobre riapre una parte dell’Oftalmico, (che ad Aprile non andava bene), destinata a degenza Covid. La ristrutturazione è costata  600.000 euro, coperti dai risparmi dell’allestimento del COVID Hospital delle Ogr (sic!)

v. http://www.quotidianosanita.it/piemonte/articolo.php?articolo_id=88583

Con gli stessi soldi si potevano riaprire non solo l’Oftalmico, ma almeno un altro dei 4 ospedali chiusi  (Maria Adelaide, Valdese, Einaudi), sacrificati sull’altare dell’austerità, dalle precedenti maggioranze della Lega e del Centro sinistra.

Liste d’attesa.

La Regione Piemonte ha già ricevuto dal Governo 35,2 milioni di euro per la Sanità.  A Torino toccano circa 9,2 milioni. Dovrebbero essere spesi per ridurre le liste d’attesa, per visite ed esami, dalle 8 alle 20, da lunedì a sabato compreso. Ma manca il personale! Ne assumeranno un po’ per 6 mesi:  non sia mai che –  assunti a tempo indeterminato – possano far funzionare di nuovo i servizi di prevenzione e cura del  territorio del Servizio Sanitario Nazionale: giammai! Ai privati, ai privati!

Cirio, Icardi & Co. :  una Regione allo sbando

Stanno ricevendo fior di milioni di euro – italiani ed europei - per la Sanità. Devono servire a garantire a tutti, proprio a tutti, il diritto umano universale alla salute. Devono seguire quest'unica logica, non quella di aprire spazi al profitto privato.

La priorità deve essere quella di tutelare i più deboli e vulnerabili non quella di remunerare il capitale privato investito.

La mistificante, ideologica e totalmente falsa affermazione di una maggior efficienza del capitale privato (per di più nella Sanità!) porta al solo risultato di introdurre la speculazione sulla salute e sulla vita delle persone.

Potrebbe addirittura aprire spazi a gravi e indesiderate infiltrazioni: non dimentichiamo che la nostra Regione è stata una delle prime , in Italia settentrionale, ad avere avuto amministrazioni comunali commissariate dal Governo per infiltrazioni mafiose.

Torino, ottobre 2020

Scarica questo volantino [.pdf, 102 KB]

Attac Torino – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 347 9443758 – www.attactorino.org

Mai più come prima! Insieme per la società della cura – Aderisci al manifesto

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25 Settembre 2020
SocietaDellaCura 580x150
 
 “Global Climate Strike 2019-03-15 – 04” by garryknight
 
Aderisci e partecipa alla convergenza dei movimenti e delle realtà sociali italiane: un Manifesto comune, una piattaforma di priorità concrete nella crisi, una manifestazione nazionale in autunno, un percorso permanente da fare insieme.
 
Porta le tue idee, le tue proposte, le tue lotte, le tue alternative. 
Firma il Manifesto: societadellacura@gmail.com 
 
Niente può essere più come prima, perché è stato proprio il prima a causare il disastro -il collasso ecologico e climatico, la gigantesca ingiustizia sociale, la precarizzazione della vita e delle relazioni. Nessuno si salva da solo. Insieme dimostriamo che è possibile uscire dall'economia del profitto per costruire la società della cura di sé, dell'altr*, del pianeta.
 
Il Manifesto è il risultato di un percorso a cui finora hanno partecipato attivisti ed attiviste di: Arci, Arcs, Aoi, Ari, Attac Italia, Associazione Laudato Sì, Associazione Botteghe del Mondo, AlterPiana FI-PO-PT, AlterAzione Climatica Pesaro, Associazione Maschile Plurale, Associazione nazionale per la Decrescita, Associazione Sprar Siproimi Mugello, Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, Associazione Rimuovendo gli ostacoli, Autoconvocat* contro la crisi, Campagna Dico32, Cantiere delle idee, Casa internazionale delle donne, Casa delle donne di Milano, Catdm Italia, Cemea, Cittadinanza sostenibile bergamasca, Cobas Lavoro privato, Comitato Acqua Pubblica Milano, Comitato Difesa Sanità Pubblica Milano Città Metropolitana Sud Ovest, Comune Info, Coordinamento nazionale per il diritto alla salute, Comitato nazionale contro ogni autonomia differenziata, Controsservatorio Val Susa, Coordinamento ligure Gestione Corretta Rifiuti, Campagna per il Clima Fuori dal fossile, Communia, Cultura è libertà, Demosfera, Dialogo Globale, Disarmisti esigenti, Distretto di mutuo soccorso LO-PC-RE-MI-BG, Emilia in Comune, Extinction Rebellion, Fair, Fairwatch, Fridays For Future, Forum italiano dei movimenti per l'acqua, FuoriMercato, Genuino Clandestino, Green Italia, Ife Italia, Laboratorio Lavoro e Natura, Laboratorio per la riscossa del sud, Left, Libertà Donne XXI secolo, Lodi comune solidale, Medicina Democratica, Mediterranea, Mondeggi bene comune, Movimento federalista europeo, Movimento Ippocrate, Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio, Movimento No Tav, Movimento per la Decrescita Felice,  Movimento per la Difesa della Sanità Pubblica Veneziana, Navdanya international, No Inc Pisa, Nonna Roma, No Tap, Ong Mais, Parents For Future, Punto Rosso, Rete Semi Rurali, Solidarius, Rete Italiana Economia Solidale, Rete contro le Grandi Opere inutili e dannose, Society for international development, Transform, Un Ponte per, Usb sanità, Woof Italia, Yaku.
 
 
 
MANIFESTO
 
USCIRE DALL'ECONOMIA DEL PROFITTO
COSTRUIRE LA SOCIETA' DELLA CURA
 
Premessa
 
Un virus ha messo in crisi il mondo intero: il Covid 19 si è diffuso in brevissimo tempo in tutto il pianeta, ha indotto all'auto-reclusione metà della popolazione mondiale, ha interrotto attività produttive, commerciali, sociali e culturali, e continua a mietere vittime.
 
Dentro l'emergenza sanitaria e sociale tutt* abbiamo sperimentato la precarietà dell'esistenza, la fragilità e l’interdipendenza della vita umana e sociale. Abbiamo avuto prova di quali siano le attività e i lavori essenziali alla vita e alla comunità. Abbiamo avuto dimostrazione di quanto sia delicata la relazione con la natura e i differenti sistemi ecologici: non siamo i padroni del pianeta e della vita che contiene, siamo parte della vita sulla Terra e da lei dipendiamo.
 
Decenni di politiche di tagli, privatizzazione e aziendalizzazione della sanità, di globalizzazione guidata dal profitto, hanno trasformato un serio problema epidemiologico in una tragedia di massa, dimostrando quanto essenziale ed ampia sia invece la dimensione sociale del diritto alla salute.
 
La pandemia ha messo in evidenza come un sistema basato sul pensiero unico del mercato e sul profitto, su un antropocentrismo predatorio, sulla riduzione di tutto il vivente a merce non sia in grado di garantire protezione ad alcun*.
 
La pandemia è una prova della crisi sistemica in atto, le cui principali evidenze sono determinate dalla drammatica crisi climatica, provocata dal riscaldamento globale, e dalla gigantesca diseguaglianza sociale, che ha raggiunto livelli senza precedenti.
 
L’emergenza climatica è vicina al punto di rottura irreversibile degli equilibri geologici, chimici, fisici e biologici che fanno della Terra un luogo abitabile; la diseguaglianza sociale si è resa ancor più evidente durante la pandemia, mostrando la propensione del sistema economico, sanitario e culturale vigente a selezionare tra vite degne e vite di scarto.
 
Giustizia climatica e giustizia sociale sono due facce della stessa medaglia e richiedono in tempi estremamente brevi una radicale inversione di rotta rispetto all'attuale modello economico e ai suoi impatti sociali, ecologici e climatici. 
 
Niente può essere più come prima, per il semplice motivo che è stato proprio il prima a causare il disastro. 
 
Oggi più che mai, ad un sistema che tutto subordina all'economia del profitto, dobbiamo contrapporre la costruzione di una società della cura, che sia cura di sé, dell'altr*, dell'ambiente, del vivente, della casa comune e delle generazioni che verranno.
Leggi tutto …

13/07/2020 Monsignore, la salute non è una merce

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Notizie
13 Luglio 2020

imm sanità

Con tutto il rispetto per la persona ed il ruolo dell’Arcivescovo di Torino, ci permettiamo di esprimere pubblicamente il nostro dissenso su quella parte della sua intervista di ieri a La Stampa riguardante il Parco della Salute.

 

Monsignor Nosiglia “Oltre all'automotive … insiste nella necessità di non sprecare l'occasione di procedere con la Città della Salute, che «contiene opportunità importanti sia per il rilancio urbanistico che per la ricerca e le applicazioni medicali».

 

Concordiamo sull’opportunità che la sanità torinese mantenga e sviluppi i cosiddetti “poli di eccellenza” di cui si fa giustamente vanto, ma non è questa oggi la priorità e l’urgenza della popolazione torinese.

 

La pandemia Convid-19 tuttora incombente ha messo in evidenza la tragica mancanza di strutture e strumenti di prevenzione del contagio, quella rete di servizi sanitari territoriali di prevenzione e cura che avrebbero potuto salvare migliaia di vite umane, e dare lavoro a migliaia di medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari di cui la pandemia ha rivelato la drammatica mancanza.

 

Non basta che si apra il cantiere di una grande opera sanitaria: se la sanità è un bene comune e non una merce il Parco della Salute è solo l’alibi per chiudere definitivamente presidi sanitari territoriali strategici come l’Ospedale Valdese, il Maria Adelaide, l’Oftalmico sostituiti dal nulla.

“Quel” polo di eccellenza è voluto da una cultura che considera la salute come una merce sulla quale fare profitti immobiliari e finanziari, prima che sanitari, dove il lavoro stesso, ridotto a merce, è sempre meno sicuro e tutelato

 

Monsignore, si chieda come riusciremo a far fronte ad una eventuale ripresa autunnale della pandemia, se non si concentrano subito tutte le risorse e le energie nella ricostruzione della rete territoriale dei servizi sanitari di base, e sull’attribuzione ai medici di famiglia non di qualche soldo in più, ma di un ruolo determinante nella prevenzione e cura delle persone.

 

Ma si chieda anche perché Il Parco della salute dovrebbe sorgere proprio lì, in una zona congestionata tra il cemento e i binari ferroviari e non invece in un’area altrettanto vasta ma “all’aria aperta”, quale potrebbe essere l’area Thyssen di Corso Regina: fin dalla tragedia si era detto che doveva essere destinata a scopi di sicurezza e salute sul lavoro.

 

Confidiamo nella sua parola autorevole ed ispirata.

Torino, 13 luglio 2020

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