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No, Mattia Feltri, non usi il noi maiestatico per coinvolgere nelle responsabilità del debito milioni di italiani che ne sono le vittime, spesso anche inconsapevoli.

Il suo noi addossa la “colpa” del debito a 4,5 milioni di poveri riconosciuti dalle statistiche ufficiali, a milioni di disoccupati e precari senza prospettive di un lavoro degno, a una moltitudine di anziani che non si sono ridotti all’austerità  per aver dissipato risorse o ricchezze. Se una colpa hanno, è  di aver subito senza ribellarsi, essersi piegati per sopravvivere, aver venduto non solo la loro forza lavoro ma anche la loro dignità al potente  economico, politico e purtroppo sì, anche religioso, di turno.

No, Mattia Feltri, paese di cuccagna sarà per voi. Per noi non lo è mai stato. Né vogliamo che, superata l’emergenza, ritorni ad esserlo per pochi.

Usi il suo invidiabile stile per far capire che l’interesse pubblico e non quello privato è la forza trainante della fuoriuscita dall’emergenza.