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Rispondendo all’Interpellanza n. 2016 005595/002 del consigliere Roberto Rosso, il 19 dicembre 2016 l’Assessore al Bilancio del Comune di Torino affermava tra l’altro che:

………

7) La Corte dei Conti è costantemente aggiornata sulla posizione in derivati del Comune in quanto, sia in occasione della predisposizione del bilancio pluriennale di previsione che in quella di redazione del rendiconto annuale, l’Amministrazione deve allegare alla relazione dei revisori, per ogni posizione, il valore mark to market con l’ammontare dei relativi flussi effettivamente realizzati e di quelli prevedibili sulla base del futuro andamento dei tassi di interesse.

8) La Corte dei Conti ha acquisito copia di tutti i contratti di derivati stipulati dall’Amministrazione e si presume, quindi, che siano stati oggetto di un’apposita valutazione e, pur avendo individuato alcune criticità, non ha intrapreso alcuna specifica azione di responsabilità erariale.

……….

Non è dato sapere se nel corso del successivo anno 2017 la Corte dei Conti del Piemonte abbia esaminato tale materiale e con quale esito. Nulla infatti emerge dalla recente Relazione del Procuratore regionale Giancarlo Astegiano, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, Torino, 23 febbraio 2018,

http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/documenti_procura/piemonte/Relazione_sullxinaugurazione_dellxanno_giudiziario_2018.pdf

Ai “quivis de populo” (gente qualunque) quali noi siamo secondo la sentenza del Consiglio di Stato http://www.segretarientilocali.it/nuovo/A2014/Doc/CDS_201401572.pdf ), appare stupefacente il totale silenzio della Corte dei Conti del Piemonte sulla Decisione della Commissione Europea che ha multato per € 1 miliardo e 490 milioni (495 dei quali irrogati a fine 2016) un gruppo di banche che dal 2005 al 2008 hanno manipolato il tasso Euribor di riferimento per le operazioni finanziarie (mutui e derivati) realizzate all’interno del Mercato Comune Europeo.

v. http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-4304_en.htm

Il solo Comune di Torino ha stipulato mutui e derivati a tasso EURIBOR per oltre 600 milioni di euro, v. Nota Integrativa del Bilancio del Comune stesso. Essi concorrono pesantemente ad aggravare il debito della Città, sul quale la Corte dei Conti del Piemonte ha imposto al Consiglio comunale un Patto di Rientro che si sta traducendo in un purgatorio per i cittadini e un paradiso finanziario per le banche che la Corte dei Conti del Piemonte lascia indenni.

Non sarà che … i nostri giudici amministrativi locali non conoscano l’inglese ?…. che è la sola lingua ufficiale ammessa e riconosciuta dall’Unione Europea per queste transazioni finanziarie. La decisione della Commissione UE sopra citata (da noi tradotta per i non anglofoni), all’ultimo capoverso dice testualmente:

Azioni per il risarcimento danni.

Chiunque, persona o impresa, danneggiato da pratiche anticoncorrenziali come quelle descritte nel presente caso, può rivolgersi ai Tribunali degli Stati Membri per chiedere il risarcimento dei danni e interessi. La giurisprudenza della Corte e il Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, confermano che, nelle questioni sottoposte al sistema giudiziario nazionale, una decisione della Commissione costituisce prova vincolante dell’esistenza e del carattere illecito delle pratiche in questione. Anche se la Commissione ha comminato sanzioni alle imprese coinvolte, i danni e interessi possono essere riconosciuti senza che il loro ammontare venga ridotto per effetto delle multe inflitte dalla Commissione.

La direttiva sulle azioni per danni e interessi nei casi d’intesa e abuso di posizione dominante, che gli Stati membri devono recepire nel diritto nazionale entro e non oltre il 27 dicembre 2016, ha lo scopo di facilitare l’ottenimento dei danni e interessi da parte delle vittime delle pratiche contrarie alla concorrenza. Maggiori informazioni su azioni per danni antitrust, compresa una guida pratica su come quantificare i danni dell’antitrust, sono disponibili qui: http://ec.europa.eu/competition/antitrust/actionsdamages/directive_en.html”.

L’argomento è stato riproposto dai consiglieri comunali Magliano e Artesio in un’Interpellanza che sarà discussa lunedì 7 maggio in Sala Rossa.

I “quivis de populo” sperano che l’Addormentata si risvegli e che il Consiglio comunale chieda perentoriamente all'amministrazione di intraprendere  urgentemente TUTTE le azioni giudiziarie per tutelare i diritti dei cittadini.
Torino, 2 maggio 2018

Dopo la Decisione della Commissione Europea del 4 dicembre 2013 (pubblicata il 7 dicembre 2016) in merito all'indeterminatezza del tasso Euribor e alla manipolazione dello stesso, con conseguente possibile nullità di mutui e derivati contratti negli anni 2005-2008 e risarcimento degli interessi pagati, finalmente qualcosa agita le acque sinora assonnate del Consiglio Comunale di Torino: i Consiglieri Magliano e Artesio presentano infatti l'intepellanza che trovate qui .

Una sentenza della Commissione Europea permette a singoli cittadini, imprese ed enti pubblici di chiudere tutti i contratti, stipulati tra il 2005 e il 2008, di mutuo, prestiti e derivati, che avevano, nel contratto, un tasso variabile legato all'Euribor, riconoscendo agli stessi il diritto al risarcimento.
La sentenza (http://ec.europa.eu/competition/antitrust/cases/dec_docs/39914/39914_8021_6.pdf) è il “caso AT 39914” del 3 dicembre 2013, pubblicata dalla Commissione Europea solo a fine 2016 (!), ma ormai interamente operativa e attivabile da qualsiasi soggetto coinvolto.

A questo link, leggi l'articolo di M.Bersani (Attac Italia) 

A seguire, il Comunicato Stampa della Commissione Europea del 7 dicembre 2016 (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-4304_en.htm in calce il testo ufficiale in inglese)

Antitrust: La Commissione infligge un’ammenda di € 485 milioni a Crédit Agricole, HSBC e JPMorgan Chase per il cartello sui tassi d’interesse dei derivati.

Bruxelles, 6 dicembre 2016

La Commissione Europea ha multato Crédit Agricole, HSBC e JPMorgan Chase per un totale di € 485 milioni per aver partecipato a un cartello dei derivati del tasso d’interesse

dell’euro.