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In questo decennio di crisi abbiamo conosciuto la parola “debito” in tutto il suo odioso effetto: in suo nome abbiamo assistito a riduzioni di personale, al ridimensionamento dei servizi e al generale impoverimento della città, a causa del taglio dei più svariati capitoli o voci di spesa delle casse comunali. Ogni singola vertenza cittadina (di tipo ambientale, urbanistico, lavorativo o sociale) è venuta sempre a cozzare contro lo spauracchio del debito, dei soldi che mancano e che “purtroppo” impediscono a priori di soddisfare le richieste sollevate, senza doverle nemmeno valutare e discutere. In questo modo si è assistito all’annullamento di ogni possibile alternativa politica: anche l’attuale amministrazione di Chiara Appendino, dopo le rituali promesse elettorali, si è inchinata al sacro debito, che non può essere discusso o intaccato, ma dev’essere solo pagato, e non importa a quale prezzo.

Ma in cosa consiste realmente il debito di Torino?

pesce

Lunedì prossimo, 7 maggio, verrà discussa in Consiglio Comunale un’Interpellanza, proposta dai consiglieri Eleonora Artesio e Silvio Magliano, in cui si chiede quali siano le intenzioni dell’amministrazione in tema di derivati.

L’Interpellanza mette in evidenza soprattutto lo scandalo legato alla manipolazione di alcuni tassi di mercato (tra cui l’Euribor) da parte di vari Istituti di Credito.

Tra il 2005 e il 2008 Barclays, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland, Société Générale, JP Morgan, Crédit Agricole e HSBC realizzarono un’intesa volta a distorcere e manipolare il procedimento di fissazione dell’Euribor. La Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea (caso AT 39914), con pronunce del 4/12/2013 e del 7/12/2016, ha accertato la condotta illecita di quelle banche, irrogando nei loro confronti sanzioni per circa 1,5 miliardi di euro. Entrambe le pronunce, per non creare troppi svantaggi alle banche, sono state pubblicate dalla Commissione solo alla fine del 2016... All’Euribor sono agganciati i mutui a tasso variabile di milioni di soggetti e famiglie italiani ed alcuni tipi di derivati. Gli effetti delle Decisioni della Commissione Europea si producono anche sugli enti pubblici e, tra questi, il Comune di Torino, che in quel periodo aveva in essere diversi contratti di mutuo e contratti derivati (swaps) agganciati all’Euribor.