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Il comune di Torino sogna … di far soldi

vendendo in borsa le azioni GTT

Con l’idea fissa della privatizzazione dei Servizi Pubblici Locali per ricavare soldi da gettare nella voragine del debito, sul povero GTT ,i suoi lavoratori e su tutti noi utenti, le Giunte Chiamparino-Fassino le hanno provate tutte, sommando fallimenti  a spese inutili.
Prima hanno conferito GTT a FCT Holding S.r.l., società finanziaria controllata dal Comune di Torino.

Poche idee ma ben confuse

 

“Città metropolitana”: dal sindaco al podestà  di Mariangela Rosolen

Dopo la rottamazione del Senato e delle Province, sembra proprio che adesso tocchi ai Comuni. In Provincia di Torino sono 315 e di questi ben 253 hanno meno di 5.000 abitanti (il Comune di Moncenisio ne conta in tutto 34).

Si erano organizzati, avevano consorziato servizi, coordinato la mobilità intercomunale dei dipendenti, scongiurato la chiusura degli uffici postali, degli ospedali periferici e in gran parte riescono ancora ad avere bilanci in pareggio se non in attivo! Tranne Torino che ha, come noto, un deficit abissale. Da questo deficit Torino non riesce a venire a capo con le solite politiche, che infatti non funzionano nemmeno a livello nazionale.

Scarica il Dossier FSU [pdf 753 kB]

Scarica la scheda "La storia di FSU" [pdf 91 kB]

Leggi l'articolo "Se Iren e' diventata un bancomat" sul sito di Altreconomia

Leggi la "favola" "C'era una volta... la storia di AEM"

Scarica l'esposto al Procuratore generale della Corte dei Conti  del 02 Gennaio 2013  -  ricevuta 

Il Sole 24 Ore ne aveva parlato alla vigilia di Ferragosto 2012, ma c’era il solleone e la notizia è finita lì. 
Tranne che per i sottoscritti Gruppi e Associazioni che vi hanno trovato la conferma di quanto andavano da tempo affermando : la trasformazione delle Aziende Municipalizzate in società per azioni di diritto privato  è un disastro. Lungi dal creare valore in quelle aziende, la finanza speculativa se ne sta impadronendo a danno della Città, degli utenti, dei lavoratori dipendenti dalle aziende stesse.

 

10.901 firme per l’acqua pubblica!

Il 30 luglio alle ore 12 – Cortile d’onore di Palazzo Cisterna
Sede della Provincia di Torino
via Maria Vittoria 12

il Comitato Acqua Pubblica Torino consegna al Presidente del Consiglio Provinciale
10.901 firme di cittadini/e residenti in Torino e provincia a sostegno della Deliberazione di iniziativa popolare per la trasformazione di SMAT SpA in Azienda speciale consortile di diritto pubblico

Dopo la consegna di quasi 5000 firme al Comune di Torino e di oltre 1000 al Comune di Chieri, questa è un’altra tappa di un percorso di democrazia diretta che ha coinvolto nel tempo decine di migliaia di concittadini/e per affermare la proprietà e gestione pubblica della nostra acqua:

2007 Proposta di legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica
2010 Introduzione nello Statuto della Provincia di Torino del principio della proprietà e gestione pubblica dell’acqua
2011 straordinaria vittoria del Referendum del 12-13 giugno con il quale oltre 26 milioni di italiani, di cui 1.042.204 elettori di Torino e provincia
si sono pronunciati contro la privatizzazione dell’acqua, dei trasporti locali e dei servizi di igiene urbana e contro i profitti sull’acqua.
2012 Proposta di deliberazione di iniziativa popolare per la Trasformazione di SMAT SPA in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico

A un anno dal Referendum il Consiglio Provinciale è chiamato a rispettare la volontà popolare espressa da quel voto.
Non si perda altro tempo
SMAT, Società per Azioni di diritto privato
deve essere trasformata in Azienda speciale consortile di diritto pubblico


Il testo della proposta di deliberazione è scaricabile qui :
http://www.acquapubblicatorino.org/index.php?option=com_content&view=article&id=615&Itemid=120

 

Oggi riprende la discussione in Sala Rossa circa la vendita delle quote di Amiat e TRM. Come comitato referendario abbiamo presentato ricorso già contro le delibere di novembre sul progetto Holding FCT in quanto contrario alla volontà popolare che ha bloccato l'obbligo di vendere le quote dei servizi pubblici locali.