ATTAC - Associazione per la Tassazione delle Transazioni finanziarie e l’Aiuto ai Cittadini
educazione popolare rivolta all’azione

Foto dal presidio davanti al Maria Adelaide del 5 dicembre 2020: Manituana Torino
La Regione riapra l’Ospedale Maria Adelaide
Col pretesto che l’edificio sarebbe insicuro, la Regione lo terrà chiuso per i prossimi 5 anni, ma tornerà agibile come residenza per gli atleti delle Universiadi del 2025, e poi come “studentato”: v. questo articolo .
Così ha ripetuto il 10 dicembre scorso il “manager” delle Molinette (proprietarie del Maria Adelaide) in audizione presso la 3^ Commissione della Circoscrizione 7.
Evidentemente ignorava che il 20 luglio scorso il Consiglio comunale di Torino aveva approvato all’unanimità la destinazione d’uso del Maria Adelaide a presidio sanitario ospedaliero pubblico, sbarrando la strada a speculazioni immobiliari e finanziarie, per rispondere invece al bisogno di salute degli abitanti di Aurora, Rossini e Vanchiglia.
Da quando è scoppiata la pestilenza, la Regione si è rifiutata di fare la sua parte. Sorda alle richieste dei cittadini, ha sempre negato irresponsabilmente il recupero di quella struttura sanitaria di territorio per la prevenzione e cura della salute di tutt*.
Non aver dato retta alle previsioni scientifiche di una ripresa della pandemia in autunno, e non aver riaperto le strutture sanitarie pubbliche esistenti, ha così permesso all’assessore regionale Icardi di distribuire milioni di euro alla sanità privata (ospedali, laboratori, case di riposo, e persino alberghi) per ricoverare i malati che gli ospedali pubblici non potevano più ricevere (dopo aver destinato alla degenza persino le sale conferenze e le cappelle interne), e per smaltire le liste di attesa per visite ed esami.
La Sindaca Appendino, che, con l’assessore regionale Ricca, aveva firmato il pacchetto Universiadi comprendente il Maria Adelaide, si è poi ravveduta, visto che il 20 luglio scorso ha votato anche lei – con l’intero Consiglio Comunale di Torino - la Revisione del Piano Regolatore che destina il Maria Adelaide a uso sanitario pubblico. Una destinazione incompatibile con il lucro sulla sanità e con qualsiasi “studentato” tanto più che nella sola Circoscrizione 7 di Torino ne sono previsti altri 4, per migliaia di stanze, anche di lusso, come se gli studenti fuori sede fossero tutti di famiglia benestante.
La Regione Piemonte, come la Lombardia, rappresenta la punta avanzata delle politiche di privatizzazione della sanità. Basta! Gli ingenti finanziamenti pubblici in arrivo– nazionali ed europei – vanno destinati alla sanità pubblica per produrre salute per tutti, non profitto per pochi.
Torino, dicembre 2020
ATTAC Comitato torinese – www.attactorino.org - cell. 347 9443758 –

Foto dal presidio davanti al Maria Adelaide del 5 dicembre 2020: Manituana Torino


La Giunta regionale del Piemonte, in piena emergenza COVID, ha preferito spendere 1.500.000 di euro per l’ospedale da campo alle OGR piuttosto che rimettere all’onor del mondo il Maria Adelaide. Ha fatto lo stesso la sorella giunta della Lombardia per l’analogo ospedale da campo nell’area della Fiera, ora oggetto di indagine giudiziaria.
La versione ufficiale è che il complesso ospedaliero del Maria Adelaide è troppo vecchio e malandato per poter essere recuperato e utilizzato. Tant’è che l’anno scorso la Regione lo ha messo in vendita per 10.300.000 di euro. Ma la gara è andata deserta: nessun compratore, nessuna offerta.
Nel frattempo:
* Il Comune accetta passivamente la decisione di distruggere un presidio sanitario essenziale per la prevenzione e cura della salute degli abitanti dei popolosi quartieri Dora e Rossini e nella attuale revisione del Piano regolatore della città cancella la destinazione d’uso ospedaliera per il Maria Adelaide e la sostituisce con generici servizi pubblici e privati,
* Ecco allora che si fa avanti un gruppo sanitario privato, interessato – ora sì – alle nuove possibilità di sfruttamento del Maria Adelaide, e inizia una trattativa di cui però non si sa nulla.
NO, non si amministrano così i beni comuni
NON È COSÌ che si attua la Costituzione che assicura a tutti/e il diritto alla salute
La cittadinanza torinese deve sapere
Noi, quivis de populo (gente qualunque) come ci ha definito il Consiglio di Stato,
CHIEDIAMO
alla Sindaca di Torino, Chiara Appendino
all’Assessore all’Urbanistica del Comune di Torino, A. Iaria
al Presidente della Regione Piemonte, A. Cirio
all’assessore alla sanità della Regione Piemonte, S. Icardi
al direttore dell’Ufficio Patrimonio della Regione Piemonte dott. A. Stiari
di RESTITUIRE il MARIA ADELAIDE
alle sue funzioni di ospedale di territorio, erogatore di servizi sanitari di prevenzione e cura della nostra salute, in attuazione della Legge 883 del 23 dicembre 1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) basato su tre principi cardine: l'universalità, l'uguaglianza e l'equità.
Foto dal banchetto di raccolta firme del 5 Settembre per la riapertura dell'ospedale Maria Adelaide:
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