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Vi proponiamo di riprendere il confronto avviato nell'assemblea del 5 dicembre scorso tra comitati e movimenti della società civile impegnati a contrastare il pesante attacco ai Beni Comuni inserito nel Decreto Sblocca Italia e nella legge di (in)stabilità.  

Pur nella diversità delle varie lotte, si è allora condiviso un comune sentire per come è condotta, nel micro e nel macro, la società e la percezione che chi ci governa e amministra sia sempre più lontano dal rappresentare l’interesse collettivo. In questo quadro desolante è emersa però la voglia di impegnarsi in specifiche iniziative a difesa di beni/diritti comuni.

Vorremmo ripartire da qui e provare a dare continuità a quell'assemblea.

Le politiche di austerità impattano in maniera devastante sugli enti locali, che sono ormai il luogo dove si concentra la crisi; pertanto pensiamo sia importante ripartire dai territori per una  riflessione comune tra i movimenti, volta a creare una mobilitazione sociale. Tale mobilitazione non deve avere lo scopo né di puntare all’autocandidatura dei movimenti nelle istituzioni, né di sostenere questa o quella lista elettorale. Pensiamo che l'azione dei movimenti debba essere il promuovere un salto di qualità, che ci permetta di fare collegamenti tra le varie rivendicazioni, arrivando ad una piattaforma di obiettivi riconosciuti che vadano in direzione di una riappropriazione sociale dei beni comuni.

Vorremmo proporre alcuni filoni di ragionamento:

Beni Comuni, Democrazia e Costituzione

Quale legame esiste fra beni comuni e democrazia? La nostra Costituzione lo recepisce? Come lo declina? I discorsi sul “bene comune” ricorrono nella storia del pensiero, in particolare nel pensiero politico cattolico, ma non solo; si pensi, per citare i nomi più noti, ad Aristotele, Tommaso d’Aquino, Jacques Maritain...